Investimenti e 100 assunzioni nel Sub-Sahara

Centoventi milioni di dollari da investire nell’Africa sub-sahariana e assunzione per cento giovani laureati delle università africane. È quanto Ibm intende fare per accelerare lo sviluppo di nuovi mercati, approfondire competenze professionali legate all’Information technology (It) e creare nuovi posti di lavoro. Il mercato del Sub-Sahara fa registrare crescite esponenziali grazie all’espansione delle reti di telecomunicazione, dell’energia e dei trasporti. Le nuove assunzioni rispondono all’incremento della domanda di servizi per l’It e di software.La decisione di Ibm è rafforzata dai risultati emersi nel corso dei 150 incontri organizzati su questi temi, nell’ambito dell’annuale Global Innovation Outlook di Ibm (Gio 3.0, www.ibm.com/gio), meeting periodici che coinvolgono i protagonisti dell’economia, del mondo accademico e delle istituzioni di tutto il mondo. L’edizione 3.0 ha contato 265 membri appartenenti a 225 organizzazioni di 35 Paesi.Ibm si impegna a creare in Sud Africa, entro la fine di quest’anno, un centro per l’innovazione per ospitare il più importante laboratorio continentale di soluzioni On demand High Performance, a cui avranno accesso piccole aziende, imprenditori, business partner e i clienti che necessitano di automazione e virtualizzazione delle loro infrastrutture It.Il laboratorio entrerà a far parte di una rete mondiale composta da sette strutture Ibm analoghe sparse nel mondo.

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Pubblicato in:  on Agosto 25, 2008 at 10:43 am Lascia un Commento
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«Arresti domiciliari nei campi nomadi? Un aiuto al racket»

L’altro giorno un bambino di appena cinque anni costretto a mendicare in corso Vittorio Emanuele dal padre, un romeno vecchia conoscenza delle forze dell’ordine bloccato e denunciato da una «volante» della polizia. Ieri l’arresto di un quattordicenne rom del campo nomadi di Triboniano che con un complice aveva appena tentato di scippare una donna in corso Buenos Aires. Non era la prima volta che veniva controllato o arrestato per reati contro il patrimonio. E alle forze dell’ordine aveva già declinato almeno altre due false generalità.Patti di legalità e strutture messe in piedi a spese del Comune non sembrano essere sufficienti per garantire l’integrazione. «È difficile educare dei ragazzi, convincere le famiglie a mandarli a scuola e a non rubare quando i campi nomadi diventano luoghi che danno ospitalità a gente agli arresti domiciliari» spiega il vicesindaco Riccardo De Corato di fronte all’ennesimo episodio. «Chiederò che il ragazzo e chi lo ospita vengano espulsi dal campo – aggiunge – Chi sbaglia paga, è naturale. Già una ventina di famiglie hanno dovuto abbandonare l’area perché non hanno rispettato gli accordi. E un’altra trentina potrebbero essere allontanate per gli stessi motivi». Ma il problema è più vasto. «Nei quattro campi di Triboniano e Barzaghi – spiega De Corato – vivono circa cinquecento persone che devono rispettare un patto di socialità e legalità.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=284975

Pubblicato in:  on Agosto 22, 2008 at 7:11 pm Lascia un Commento
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Sofia Loren madrina alla Festa di Piedigrotta

Sofia Loren sarà la madrina della «Festa di Piedigrotta» in programma a Napoli dal 4 al 14 settembre. Lo ha annunciato Nino D’Angelo, direttore artistico della kermesse. «Appena mi hanno proposto di occuparmi della parte artistica della manifestazione ho pensato a lei e subito ha accettato con entusiasmo di venire» ha spiegato Nino D’angelo, in questi giorni impegnato nel concorso per la selezione delle canzoni in gara. «D’altra parte, non poteva che essere Sofia Loren la madrina della mia Piedigrotta – ha aggiunto D’Angelo – perché lei rappresenta l’italianità, ma soprattutto la napoletanità, nel mondo. Da tempo Sofia non si concedeva un incontro così popolar con la sua gente ed è stata felicissima di accettare la proposta di Piedigrotta anche per questo motivo. È il nome giusto anche per far tornare i turisti a Napoli in occasione della festa più importante della città».

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=282289

Pubblicato in:  on Agosto 11, 2008 at 2:53 am Lascia un Commento
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Amato col permesso di Walter

Nella commissione Attali su incarico del sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Ma con tanto di autorizzazione dell’ex sindaco della Capitale e leader del Pd Walter Veltroni. Giuliano Amato, neopresidente della commissione per lo Sviluppo di Roma Capitale (detta commissione Attali perché si ispira a quella creata un anno fa in Francia da Jacques Attali), precisa la sua posizione: «Ovviamente – dice – ho parlato con Veltroni dell’incarico affidatomi dal sindaco Alemanno. Non ho capito perché non avrei dovuto farlo, non mi sembra ci sia niente da nascondere. Ci sono persone, come il leader del Pd, che fanno parte del mio “giro” e con cui mi confronto per i motivi più disparati».

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=281741

Pubblicato in:  on Agosto 8, 2008 at 7:47 pm Lascia un Commento
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AI LETTORI

Anche domani l’edizione deil Giornale di Genova e della Liguria torna in edicola con quattro pagine in più dedicate alla cronaca di Milanoe della Lombardia per offrire un servizio in più ai turisti in vacanza nella nostra regione

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Pubblicato in:  on at 3:12 pm Lascia un Commento
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Villa «okkupata» dal ’98: gli anarchici festeggiano ma il Comune li sgombera

Cani da guardia, reti metalliche, lucchetti e catene. Per essere anarchici la proprietà la difendono eccome. Il problema è che qui è comunale, quindi dei milanesi. Eppure i cittadini da dieci anni non possono neanche metterci il naso in quella villa di via Litta Modignani 66, un’oasi di verde e di fresco, nel quartiere Comasina-Affori. Un’oasi anche di illegalità, che presto però potrebbe finire.La «villa okkupata» è una palazzina di tre piani, con dependence e grande giardino piantumato. Davanti c’è un’auto, non proprio proletaria: una Lancia blu elettrico. Fra due vecchi alberi un’amaca che farebbe invidia a chiunque. Nel cortile razzolano le galline. I punkabbestia hanno un bell’orto. Il giardino invece è abbandonato, ricettacolo di zanzare e insetti. Una giungla inaccessibile in cui le sterpaglie e le erbacce crescono indisturbate da un decennio. Tanti sono gli anni da cui va avanti l’occupazione della villa. Gli anarchici se la sono presa nel ’98, quando era chiusa per lavori. Prima c’era un centro civico, che funzionava egregiamente. I quarantenni del quartiere ricordano benissimo i pomeriggi passati là dentro. Non solo per godersi il verde e le aiuole in cui giocare a nascondino, ma per i laboratori, la musica, lo sport, e tutte le attività che hanno tenuto molti lontani da esperienze devastanti: «In questo quartiere l’eroina ha fatto una strage – ricorda qualcuno – se noi ne siamo rimasti fuori è anche grazie a quel posto».

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=281920

«La mia Triennale

D a 40mila a oltre 500mila: dal 2003, anno in cui ne è divenuto presidente, ad oggi, i visitatori della Triennale sono più che decuplicati. Insomma, se la materia insegnata dal professor Rampello allo Iulm si chiama «Arte di massa», un motivo c’è. Ex regista, consulente di istituzioni nazionali ed internazionali, docente, autore TV in RAI, direttore artistico a Canale 5, al Carnevale di Venezia e ai ‘Grandi Eventi’ del Gruppo Fininvest dal 1993 al 1995: Davide Rampello, agrigentino classe 1947, in anni di carriera ha saputo fondere arte, cultura e impresa intorno ad un unico segreto che ama confessare appena se ne presenti l’occasione: un mix camaleontico, creativo e rinnovabile di cultura alta e cultura popolare. Il suo grande merito e la sua peggiore colpa, a seconda del punto di vista: «L’unico linguaggio possibile è una comunicazione sia popolare che di nicchia. La mostra su Renzo Piano ma anche quella sull’architettura sociale o sul carcere’ afferma con sicurezza il professore».Ci parli dell’ultima impresa: il padiglione italiano all’Expo di Shaghai 2010.«La Triennale realizzerà il percorso espositivo, sul tema ‘Better City, Better Life’, in partnership con il Commissariato del Governo».A Shanghai sono previsti 70 milioni di visitatori, un bel test in vista del 2015.«Puntiamo a un risultato eccellente. L’Italia, dal Medioevo e Rinascimento in poi, possiede la memoria del concetto di città». Alla conquista della Cina, dunque.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=280224

Pubblicato in:  on Agosto 1, 2008 at 1:01 pm Lascia un Commento
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«L’Opera? Se non possiamo permettercela meglio chiudere»

Vice presidente del consiglio comunale, ex sottosegretario, già noto a molti come il «Deputato genova». Ma soprattutto uomo venuto dal mondo dell’impresa. E sempre pronto a guardare alla sostanza, senza preoccuparsi di dire cose scomode. Alberto Gagliardi, qualche mese fa, aveva attaccato duramente il Sovrintendente del Carlo Felice, insieme a Nicolò Scialfa, collega vicepresidente a Tursi, pur se da banchi diametralmente opposti dal punto di vista politico. Ora Gennaro Di benedetto non c’è più, ma il Carlo Felice sta anche peggio.Gagliardi cosa succede?«Succede che siamo di fronte al solito déjà vu. Ci portiamo dietro problemi per 25-30 anni, solo che ora i soldi non ci sono più».Veramente arrivano i milioni mai usati per le Colombiane.«Già la ricostruzione del Carlo Felice era stata pagata con i fondi dei danni di guerra. Ora la nuova invenzione. Chi salva il Carlo Felice è un uomo che si chiama Cristoforo Colombo e che oltre a scoprire l’America deve mettere una pezza anche qui».Non va bene?«No, perché già quando ricostruivano questo Teatro, lo vedevo crescere elefantiaco. Immaginavo i problemi a tenerlo in efficienza anche senza usarlo, figurarsi a farlo funzionare».E qual era la risposta?«La solita, a Genova, l’importante è farlo, poi qualcuno ci penserà»Ora non ci pensa più nessuno?«Non ci sono più neppure le aziende simbolo della città, le passate amministrazioni le hanno fatte scappare tutte.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=280270

Pubblicato in:  on at 11:41 am Lascia un Commento
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