Il bluff dei mercati contadini: costano più dei supermercati

Milano – Che strano. Proprio alla Coldiretti, alla gloriosa Federazione dei Coltivatori Diretti, non sanno che «contadino, scarpe grosse e cervello fino». Una lacuna costata cara perché il primo «Farmers market» metropolitano, annunciato in pompa magna assicurando che causa «filiera corta» – ovvero pochi o nessun intermediario commerciale tra il campo e il banco di vendita – lì si risparmiava, s’è rivelato una bufala. Gli avventori vi hanno trovato, infatti, merce così così a prezzi decisamente superiori a quelli praticati nei supermercati. E questo perché il contadino (farmer, per la Coldiretti) mica è fesso: se con «filiera lunga» vendeva al grossista a 100 ciò che al consumatore costava poi 500, con «filiera corta» ha pensato fosse giusto e, perché no, conveniente, vendere direttamente a 500. Anzi, visto che c’era, a 590. In quanto alla qualità, bè, siccome il luogo comune vuole che tutto ciò che è «naturale» sia anche bacato, ammaccato, rachitico, sbocconcellato dagli insetti e pullulante di bruchi, i cervelli fini si sono adeguati: vendendo i prodotti in buone condizioni al grossista e gli scarti ai clienti del «Farmers Market».

Se la gentile clientela del «Farmers Market» fosse stata quella devota ai lardi di Colonnata dello Slow Food, quella che se non è bio meglio morire di fame, quella che delira per i prodotti «equi e solidali» e che s’appresta a vivere con l’intensità dovuta l’annuale kermesse di Terra Madre, i contadini (e la Coldiretti) l’avrebbero fatta franca.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=291331

Pubblicato in:  on Settembre 18, 2008 at 8:15 pm Lascia un Commento
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Sms al volante peggio dell’alcol

Londra – Chi l’ha detto che la cosa più pericolosa, per gli automobilisti, è guidare sotto gli effetti dell’alcol? Scrivere sms mentre si è al volante sarebbe più pericoloso: lo afferma
uno studio britannico che evidenzia come la capacità di reazione di una persona intenta a
mandare messaggini sia ridotta del 35%, laddove la marijuana la diminuisce del 21% e essere
oltre il limite legale per l’alcol del 12%.

Test sui guidatori Il Royal Automobile Club (Rac) britannico ha commissionato test su guidatori dai 18 ai 24
anni in un simulatore, constatando la differenza nella risposta agli imprevisti sulla strada e
nella guida in generale tra coloro che stavano mandando messaggi e coloro che non erano
distratti dal telefonino. I primi tendevano oltretutto a uscire dalla corsia e avere maggiori
difficoltà a sterzare.
Lo studio è stato fatto dal Transport Research Laboratory, che in passato aveva rilevato il
rallentamento dei riflessi provocato dalla cannabis o dagli alcolici.

Sms da quasi la metà dei giovani Il Rac ha anche condotto un sondaggio sul sito sociale Facebook qualche mese fa, dal
quale è emerso che il 48% dei guidatori tra i 18 e i 24 anni manda messaggi mentre è al
volante. Nick Reed, del Transport Research Laboratory, spiega: “Quando sono impegnati
con gli sms, gli automobilisti sono distratti, tolgono le mani dal volante, si concentrano a
leggere i piccoli caratteri del messaggino, e pensano a cosa rispondere.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=291497

Pubblicato in:  on at 7:44 pm Lascia un Commento
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Ambrosio & C.

Si tratta di cinque Terziari cappuccini spagnoli uccisi dai repubblicani nel 1936. Erano tutti di Torrente, cittadina della diocesi di Valencia. Padre Ambrosio María da Torrente si chiamava Salvador Chuliá Ferrandis, nato nel 1866 e ordinato nel 1892. Scappato dalla persecuzione del Fronte Popolare, fu catturato nel suo paese e incarcerato con nove confratelli. In cella, prima della fucilazione, i religiosi cercarono di riprodurre la vita conventuale. Padre Ambrosio morì benedicendo il plotone d’esecuzione. Vicente Jaunzarás Gómez, nato nel 1896, si fece frate col nome di Valentín María e nel 1920 divenne sacerdote. Secondo lo specifico dei Terziari cappuccini, si occupò dei giovani nei riformatori. Dopo averlo fucilato, i miliziani gli frugarono nelle tasche. Trovarono solo dei santini, che gettarono dal finestrino dell’auto al ritorno. José María López Mora, nato nel 1874, divenne fray Recaredo e servì in varie scuole di rieducazione. Lo scovarono in casa di una cugina e lo portarono alla fucilazione insieme agli altri. Vicente Gay Zarzo, nato nel 1885. I suoi genitori erano Terziari francescani. Nel 1903 si fece religioso col nome di Modesto María. Anch’egli si occupò di riformatori prima di finire fucilato. L’ultimo é Justo Lerma Martínez, nato nel 1886. Ex ragazzo indisciplinato e ribelle, cambiò appena divenuto frate Francisco María da Torrente. Stava nel collegio dei Terziari a Madrid, quando i repubblicani ne cacciarono i frati e vi installarono la centrale della polizia segreta.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=291388

Pubblicato in:  on at 7:07 pm Lascia un Commento
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Quando la discussione diventa solo pettegolezzo

Caro Direttore, ha suscitato in me motivi di riflessione l’articolo comparso su «il Giornale», pagina di Genova, da titolo «Dagli all’untore» con occhiello «Il futuro del centrodestra».Innanzitutto, mi è sembrato di cogliere una certa amarezza da parte del caporedattore del nostro «Giornale», per il comportamento posto in essere da alcuni esponenti del centrodestra. Con riferimento agli interventi fuori luogo su giornali di stampa avversa ovvero a velenose polemiche all’interno dei partiti della coalizione. Sentimento di amarezza indubbiamente giustificato in un giornalista che ha perseguito la più ampia politica del dialogo e del confronto dando spazio a tutte le voci, anche se polemiche e faziose.L’articolo, con sobrietà e garbo, censura la discussione politica impropriamente trasferita sui mass media (…)

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=291461

Pubblicato in:  on at 6:36 pm Lascia un Commento
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Case di cura contro Marrazzo: «Piano di rientro che ci affossa»

Erano 130 le case di cura (ovvero tutte quelle accreditate nel Lazio, per un totale di circa 20mila lavoratori) presenti all’Assemblea regionale convocata dall’Associazione imprenditori ospedalità privata del Lazio per dire «no» al piano di rientro del deficit sanitario attuato dal commissario ad acta Marrazzo.Una riunione oceanica alla presenza del senatore Cesare Cursi, Presidente dell’Osservatorio Sanità e Salute e del senatore Lucio D’Ubaldo, Presidente dell’Agenzia di Sanità Pubblica del Lazio. Il braccio di ferro dunque tra Regione e Aiop prosegue all’indomani dei decreti per il taglio della spesa sanitaria. Provvedimenti che prevedono la soppressione di 22 cliniche private, una perdita di oltre 1140 posti letto, oltre alla chiusura del Forlanini, del Nuovo Regina Margherita e del S. Giacomo.Tagli che «comporteranno il licenziamento di 3 mila dipendenti – dichiara Mauro Casanatta, presidente Aiop del Lazio – e che non risolvono il problema della sanità laziale. Perché le prestazioni, oggi erogate dalle strutture private, andranno a ricadere sugli ospedali». Prestazioni altamente specialistiche. Emblematico il caso della casa di cura Ncl, 50 posti letto, che offre solo interventi di neurochirurgia. Oppure, i casi della «Santa Famiglia» e della «Fabia Mater», due strutture che insieme garantiscono 3300 parti l’anno. Lacune che solo in minima parte potranno essere colmate da strutture alternative.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=291435

Pubblicato in:  on at 6:23 pm Lascia un Commento
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CARE COLLEGHE AVETE TORTO

Presa di posizione politica o reale consapevolezza di fare il bene dei bambini? La protesta degli insegnanti genovesi, scesi in questi giorni in piazza vestisti di nero a lutto e con le orecchie d’asino, ha molto di più i colori rossi della sinistra che la reale conoscenza del decreto Gelmini contro cui si sono scagliati. Il maestro unico, benché sia sicuramente un passo indietro, non è sicuramente questo «mostro» da cui tutti dobbiamo difenderci. Tutti noi siamo stati alunni di maestri unici. Solo che all’epoca erano davvero maestri con la «m» maiuscola, colti e preparati. Ora i maestri parlano e scrivono a mala pena l’italiano. Gridano al progresso, all’Europa e allo sviluppo e non conoscono (…)

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=291456

Pubblicato in:  on at 5:38 pm Lascia un Commento
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«Rubinho mi assomiglia ma è il più bravo di tutti»

Simone Braglia, lo ricordate? Portiere amato dai tifosi genoani per serietà e professionalità. È venuto a dare uno sguardo al «suo» Genoa («Sempre mio, certo…») insieme ad uno dei suoi bimbetti, Carlo, avvolto da scarpe e sciarpe rossoblù.Che te ne sembra di questo Genoa?«L’ho visto, appunto, col Milan, grande davvero. Ma attenzione, non bisogna illudersi. Il Milan… camminava».Ma il grifo è da quartieri alti o no?«Visto col Milan è da quartieri altissimi, ma di certo il campionato è lungo. Credo ci siano le basi per un bel gioco che può esprimere tutta la squadra».Parliamo di portieri, Simone. Come ti sembra Rubinho?«Mi assomiglia. Dico fisicamente, quando lo vedo in fotografia sembro io, stessa stazza fisica».E come stile?«No, lui è tutto diverso. Davvero un bel portiere, che sta maturando di anno in anno. È il portiere che oggi manca in Italia».Cioè?«Cioè non commette mai grossi errori. Ha una continuità importantissima. Certo, un errore può succedere a tutti, ma lui ti da sicurezza. Costante, ecco».Fra i portieri italiani?«Ti ripeto, dopo Gigi Buffon io non lo cambierei con nessun altro».Era più facile ai tuoi tempi parare o le difficoltà oggi sono aumentate per i numeri uno?«Difficoltà ve ne sono sempre. Oggi però il gioco è più veloce, gli attaccanti sono più furbi. Insomma: non è facile giocare in porta».

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=291473

Pubblicato in:  on at 5:14 pm Lascia un Commento
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