La fabbrica dei figli star: così ti cresco una celebrità

Keira Knightley giura sia tutta un’idea sua: «A tre anni sapevo già di voler fare l’attrice». E la mamma come ha reagito? Sharman Macdonald non aspettava altro. Lo sapeva, perché ha cresciuto sua figlia Keira fra un palcoscenico, un set, un tour teatrale. Spettacoli, letture, prove da baby attrice fra le mura di casa, mamma Sharman, papà Will (attore pure lui) e il fratello Caleb a fare da spettatori.
Keira era precoce, la mamma determinata. Sapeva che crescere una star è una missione: lavoro di precisione, non caso. Le celebrità non nascono solo sulle strade: si creano in fabbrica, si plasmano, si allenano fino al risultato. Ex attrice e poi sceneggiatrice, Sharman Macdonald non ha avuto dubbi nel disegnare il futuro della figlia. È vero, non si era accorta che Keira, come il fratello, era dislessica. L’ha raccontato all’Independent: «Mi sono sentita così in colpa. È stata la nonna ad accorgersene». Allora la futura stella ha solo sei anni, ma già firma il contratto con un agente. Lo chiedeva già da tre anni, precoce anche nel capire come gira il sistema. Keira «recitava leggendo» e aveva «un’ottima memoria». Amava le storie, così le hanno regalato decine di audiolibri: la giovane attrice passava ore ad ascoltare cassette.

Poi la mamma l’ha portata a respirare l’aria giusta: fin dai fatidici tre anni la piccola Keira ha assistito a spettacoli teatrali, balletti e musical.

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Pubblicato in: on Novembre 10, 2008 at 8:31 pm Lascia un Commento
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Il professore: «Protesta pilotata anche da chi cavalca gli sprechi»

«Altro che movimento libero, trasversale e apartitico». Spartaco Pupo, 34 anni, ricercatore di Filosofia all’università della Calabria di Rende (Cosenza), dove insegna Storia della filosofia angloamericana, sente puzza di bruciato quando guarda alla strana alleanza tra studenti, baroni e amministratori locali contro la riforma Gelmini. «Mi domando perché quando Fabio Mussi tagliava i fondi all’università tutti quelli che in queste ore impugnano il megafono erano in letargo», dice da addetto ai lavori ma anche nel doppio ruolo di consigliere comunale di Alleanza nazionale a Rende.Il movimento sostiene che questa riforma sia il colpo finale all’Università.«E io insisto: dov’erano i capopopolo di oggi quando Mussi e Padoa Schioppa sottraevano fondi alla ricerca per favorire i camionisti? Dov’erano i ricercatori precari quando lo scorso novembre Prodi tagliava gli assegni dei dottorati di ricerca, che per fortuna furono aumentati di 40 milioni di euro l’anno grazie a un emendamento del centrodestra che mise in minoranza il governo?».Vuole dire che la protesta è strumentalizzata?«Basta guardare allo schieramento di uomini delle istituzioni, di governatori e sindaci che partecipano a marce e cortei in questi giorni. Vogliamo parlare del governatore della mia regione, Agazio Loiero, che ha marciato contro la Gelmini?».Loiero dice «che non si può che stare dalla parte di chi lotta per salvare la scuola».

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Pubblicato in: on Novembre 3, 2008 at 6:51 am Lascia un Commento
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Sostegni concreti per il commercio

Internazionalizzazione, commercio e imprese. Temi importanti nei quali è palese il fallimento della giunta Marazzo. Con conseguenze nefaste per gli imprenditori e le famiglie laziali. A lanciare l’allarme è Francesco Saponaro, presidente del Gruppo Misto alla Regione. «Il centro-sinistra alla Pisana- spiega Saponaro- è campione dei provvedimenti spot, dei tavoli di concertazione, delle task force e di fantomatiche consulte che non rispondono ai problemi della gente». Il riferimento è al commercio dove la legge attuale è troppo lontana dalle esigenze degli operatori: «Marrazzo ha detto di voler istituire un tavolo per il commercio dimenticando che in Regione esiste già un Osservatorio rappresentativo delle varie associazioni di settore che aspetta solo di essere chiamato a lavorare». Saponaro poi punta il dito sulla legge legata all’internazionalizzazione e sul bando presentato nei giorni scorsi dall’assessore De Angelis: «Si tratta di un provvedimento fallimentare troppo lontano dall’economia reale. Mi riferisco soprattutto al discorso delle eccellenze e della qualità e al ruolo di programmazione e di indirizzo che la Regione dimostra di non voler esercitare. Per quanto riguarda il primo punto la Regione non ha inserito nel provvedimento una misura di qualità come il sistema di certificazione locale indice, per gli investitori esteri, della maggiore capacità delle nostre imprese di confrontarsi con i mercati internazionali.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=303120

Pubblicato in: on at 5:58 am Lascia un Commento
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Ottobre ko, ma le Borse studiano il rimbalzo

Il rimbalzo da qui a fine anno ci sarà anche se le Borse resteranno nervose e la visibilità limitata ancora per qualche mese. I signori del risparmio gestito italiano provano a lasciarsi alle spalle l’«ottobre rosso» dei mercati azionari. Malgrado la rimonta di venerdì scorso Wall Street, il primo listino al mondo, ha perso il 14 per cento in un mese; a Manhattan non andava così male da 21 anni. Clima da caccia alle streghe anche tra le Borse Europee così come a Milano, dove l’indice S&P Mib ha lasciato sul terreno il 16,8 per cento (meno 25,7% l’ammanco da inizio settembre).La scorsa settimana però le Borse, aiutate dal taglio dei tassi deciso dalla Federal Reserve, sono tornate a respirare e l’amministratore delegato di Azimut, Pietro Giuliani, pensa che a breve gli investitori riporranno nell’armadio, insieme ai vestiti di Halloween, anche il terrore reciproco che da inizio anno ha praticamente dimezzato il valore delle società quotate in tutto il mondo. «Allo stato attuale l’investimento azionario è di gran lunga il più promettente, a patto di muoversi su un orizzonte di 24 mesi, di diversificare e di farsi consigliare da un bravo gestore», prosegue Giuliani. Fiducia nella Borsa che l’ad di Azimut, una delle poche sgr italiane realmente indipendenti dal sistema bancario, mette in pratica anche come imprenditore proseguendo il piano di riacquisto di azioni proprie.«Purtroppo ormai siamo a un soffio dal limite del 10% e quindi dovremo fermarci», prosegue Giuliani, convinto che la liquidità non vada tenuta ferma in bilancio ma impiegata in acquisizioni o puntando sulla Borsa.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=303010

Pubblicato in: on at 2:58 am Lascia un Commento
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Sono le società finite nel mirino della magistratura milanese. Nelle indagini in campo tre diverse forze di polizia: sequestri di camion, ruspe e attrezzature.Inquietanti i nomi che emergono, l’inchiesta porta alle famiglie calabresi.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=303080

Pubblicato in: on at 1:59 am Lascia un Commento
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Il giallo La donna sulla A26 ricorda il caso del fantasma dell’autostrada

Sarà che si sente il clima di Halloween, ma in Liguria torna di moda la storia del «fantasma» dell’autostrada. Una storia che in realtà si potrebbe rivelare molto terrena e assai poco sovrannaturale qualora venisse accertato che si tratta di una riedizione al femminile di una «burla» andata in scena nei mesi scorsi.Venerdì, per tutto il pomeriggio, i vigili del fuoco genovesi hanno cercato inutilmente una donna che, secondo la segnalazione di alcuni automobilisti , passeggiava sulla A26, all’altezza di via delle Fabbriche. Immediatamente è stato attivato il protocollo di ricerca con tre squadre di vigili del fuoco, compresi i cinofili, tutti impegnati a cercare inutilmente la donna. Le ricerche sono state sospese al calar della notte e i vigili del fuoco, ieri mattina, hanno ribadito che nessuna corpo è stato trovato sotto i viadotti.E qui riemerge la vecchia storia del «fantasma dell’autostrada». Perché nel ricordo dei pompieri resta ancora il famigerato «fantasma di Busalla». «Qualche tempo fa – raccontano – per 15 giorni gli automobilisti che passavano sull’A26 segnalavano un uomo che si buttava da un viadotto. Tutte le sere così. All’ imbrunire, arrivavano le segnalazioni: noi partivamo per cercare il corpo ma non trovavamo mai nulla e questo per 15 giorni. Alla fine, la polizia ha fatto gli appostamenti e ha «pizzicato» uno che si divertiva a buttarsi col paracadute e poi scappava via.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=303133

Pubblicato in: on Novembre 2, 2008 at 10:43 pm Lascia un Commento
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