Le due banche centrali di Brasilia e Pechino hanno annunciato di avere raggiunto un accordo per eliminare il dollaro come moneta di pagamento del commercio bilaterale tra i due paesi, un interscambio che quest’anno raggiungerà 40 miliardi di dollari.
I dirigenti cinesi, anzi, hanno ribadito di recente che la politica di investimenti in dollari delle loro riserve valutarie non subirà mutamenti significativi (in effetti sono preoccupati che un segnale di “disaffezione” da parte loro possa far crollare il dollaro, svalutando i loro investimenti ed anche riducendo la competitività del made in China).
L’ottimismo sulle grandi economie asiatiche (Cina e India in testa) traspare nel comportamento degli investitori nternazionali: il gruppo di private equity Carlyle ha appena annunciato di avere facilmente raccolto un miliardo di dollari di capitali per il suo nuovo fondo specializzato in piccole e medie imprese asiatiche.
Il collocamento iniziale dei titoli di un produttore di shampoo alle erbe, Bawang, in dieci minuti dall’apertura delle sottoscrizioni ha raccolto domende per 9 miliardi di dollari, a fronte di un’offerta di azioni di soli 215 milioni.
Fonte:
http://www.repubblica.it/2008/06/rubriche/piazza-asiatica/dollaro-brasile/dollaro-brasile.html?ref=hprub