gli appelli scemi di Saviano

Facendo zapping in Tv mi è apparso il faccione triste di Saviano che perorava il miracolo di una denuncia di massa della popolazione del rione Sanità di Napoli, in merito alla identità del killer di un noto camorrista, nel quadro della lotta e dei regolamenti di conti fra malavitosi.

Saviano, il cui libro ha sortito un effetto zero sul territorio di cui ha descritto le dinamiche malavitose, ha il plauso di tutti, proprio perché alle denunce non segue nessuna strategia credibile che possa incidere su un fenomeno che è incernierato ad una economia illegale, senza controllo, con complicità nella borghesia, nella politica, nelle forze dell’ordine, nella Chiesa, in un intreccio inestricabile che è prima economico e poi culturale, e alla fine senso comune.

Parlare di denunce dei cittadini, è un segno di un intellettuale dilettante e fanciullesco, in una realtà come quella italiana in cui perfino lo Stato ha dovuto cedere e fare patti con la mafia per far cessare gli attentati, in una realtà in cui imprenditori e commercianti pagano regolarmente il pizzo, dove persino Berlusconi (come ci ricorda Travaglio), proprietario della Standa di Catania ha dovuto pagare 180 milioni di lire per far cessare i danneggiamenti mafiosi agli impianti (nel 1990).

Il ciclo di produzione deve comprendere l’eliminazione dei residui di lavorazione all’interno delle aziende e laddove ciò non è possibile per la natura dei rifiuti, deve essere un organo dello Stato a controllare e certificare lo smaltimento nelle apposite strutture, secondo regole rigide e pene pesanti nei confronti di chiunque, industriale o addetto ai controlli, non segue le regole

Fonte:

http://bellaciao.org/it/spip.php?article25203

Pubblicato in:  on Novembre 11, 2009 at 4:30 pm Lascia un Commento
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ITALIA-USA: BERLUSCONI, NOI ALLEATI SICURI E LEALI

Cosi’ Silvio Berlusconi liquida le voci di una irritazione da parte statunitense per i rapporti stretti che il premier ha allacciato con Libia e Russia”.

E’ una definizione di cui vado fiero: si’, faccio una politica estera che tiene in grande conto i rapporti personali con gli altri leader, perche’ – osserva Berlusconi – questo consente di avere interlocuzioni dirette, non mediate dalla diplomazia, sulle questioni piu’ delicate, rendendo piu’ facili le intese”.

Berlusconi ribadisce il concetto: “Se l’Italia ha ritrovato prestigio e autorevolezza in campo internazionale, lo deve proprio al nostro governo e a questo mio modo di coltivare le relazioni internazionali.

Il che non significa rinunciare alla competizione: i capi di Stato e di governo piu’ validi si fanno un vanto di difendere all’estero le imprese del loro Paese e di concludere accordi vantaggiosi per le loro economie nazionali.

Fonte:

http://www.repubblica.it/ultimora/24ore/nazionale/news-dettaglio/3731820

Pubblicato in:  on at 1:09 pm Lascia un Commento
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BERNA CONVOCA l’AMBASCIATORE ITALIANO

- L’ambasciatore italiano in Svizzera,

Giuseppe Deodato, e’ stato convocato dal ministero degli Esteri

elvetico in relazione alle ispezioni effettuate dalla Guardia

di Finanza e dall’Agenzia delle Entrate in diverse filiali di

filiali di banche svizzere in Italia e’ stata una “razzia”, ha

commentato il consigliere federale Pascal Couchepin, citato dal

“Corriere del Ticino”, al termine della seduta governativa.

il governo si tratta di “un atto intimidatorio”.

web del quotidiano, si attende che il rappresentante del

governo italiano nfornisca chiarimenti alla titolare del

dipartimento federale degli affari esteri, Micheline Calmy-Rey.

Fonte:

http://www.agi.it/economia/notizie/200910281426-eco-rt10034-scudo_fiscale_svizzera_convoca_ambasciatore_italiano

Pubblicato in:  on at 12:44 pm Lascia un Commento
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D’Alema: «La mia nomina? Questione europea non partita tra me e il …

Mi sembra che non si è capita una cosa importantissima e cioè che la nomina di D’Alema non è del governo italiano, ma è una candidatura del Partito Socialista Europeo.

Ma è proprio questa la democrazia che vogliamo vedere all’opera: un’Europa che sappia, finalmente, parlare con una voce sola, per tornare a contare in questo mondo sconvolto perfino nel clima, e una politica nazionale in cui, sia pure senza ‘inciuci’, inizi finalmente la stagione del rispettoso, scambievole riconoscimento e della sicura, reciproca legittimazione, in una dialettica politica anche serrata e senza sconti, ma giammai dimentica della responsabilità anche pedagogica nei confronti della popolazione, che deve sempre poter guardare ai suoi rappresentanti come a modelli di educazione, diplomazia e intelligenza.

La cosa stupefacente di questo nostro Paese è che, qualunque cosa venga proposta, provoca una marea di distinguo, di se e di ma, di esami dietrologici, a volte basati sul fumo della pipa, o su questioni di lana caprina.

Insomma, dico, se dal PSE si fa una rosa di nomi e in questa rosa viene inserito un italiano, D’Alema, già ministro degli esteri italiano, che ha svolto bene il proprio compito, che motivo c’è di sorridere o di fare dietrologia ironica’

Fonte:

http://www.corriere.it/politica/09_ottobre_31/dalema-candidatura-ministro-ue_0352f0ca-c611-11de-a5d7-00144f02aabc.shtml

Pubblicato in:  on at 11:40 am Lascia un Commento
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