Quegli 8,5 miliardi di dollari scommessi da Microsoft (la più grossa acquisizione della sua storia, lunga 36 anni) sono sembrati a molti una somma eccessiva: stiamo parlando, certo, di un know how inimitabile nell’ambito della comunicazione voce e video tramite Web e di un sistema rilevante di relazioni con carrier e società di telecomunicazioni per l’utilizzo di reti Lte ad alta velocità; ma ci riferiamo anche ad un’azienda che, malgrado il vasto consenso generalizzato (i dati parlano di 663 milioni di utenti registrati, di 145 milioni di fruitori attivi su base mensile e di 207 miliardi di minuti complessivamente spesi nel 2010 a chattare, chiamare e videochiamare), non è mai stata in grado di convincere investitori pubblicitari e utenti a sostenere concretamente il proprio business.
Nel comunicato ufficiale di martedì, si spiegava, innanzitutto, che Skype dovrebbe diventare sostanzialmente una divisione di Microsoft, la Microsoft Skype Division, continuando il suo trend di crescita all’interno del nuovo gruppo proprietario; la strada intrapresa sembra essere votata, quindi, oltre che all’autonomia, anche alla continuità, dato che, a guida della nuova divisione, è stato designato lo stesso Tony Bates, attuale presidente di Skype, secondo il quale «Microsoft e Skype condividono la visione di portare innovazione del software e prodotti ai nostri clienti…Insieme saremo in grado di estendere la comunità e di introdurre nuove modalità di comunicare e collaborare».
Con l’acquisizione da parte di Microsoft, l’azienda subisce per la terza volta un passaggio di proprietà: nel 2005 era stata comprata per 2,5 miliardi di dollari dal gigante delle aste online eBay, che nel 2009 ‒ incapace di integrarla nella propria attività e di renderla un’impresa redditizia ‒ l’ha rivenduta per il 70% ad un gruppo di investitori privati guidati da Silver Laje, per 2 miliardi di dollari, quindi per una cifra inferiore rispetto a quanto pagato.
Egon Durban, managing director della cordata di investitori ex-proprietaria, è intervenuto dichiarando la propria soddisfazione per «la trasformazione di Skype durante il periodo di nostra proprietà» e ringraziando «per lo straordinario impegno del suo team management e dei dipendenti»; si è dichiarato, inoltre, entusiasta per il «futuro di Skype con Microsoft, in quanto è destinato a diventare una delle piattaforme più dinamiche e complete al mondo della comunicazione».Non è possibile non vedere, dietro l’acquisizione, «un’operazione di lifting», come sottolinea Massimo Sideri ne Il Corriere della Sera dell’11 maggio: «il vecchio colosso di Redmond sa da tempo che il ricco flusso che deriva dalle licenze di Office and Co.
Fonte:
http://www.i-dome.com/articolo/17979-Microsoft-punta-al-mobile-e-alla-Rete.html