La fabbrica dei figli star: così ti cresco una celebrità

Keira Knightley giura sia tutta un’idea sua: «A tre anni sapevo già di voler fare l’attrice». E la mamma come ha reagito? Sharman Macdonald non aspettava altro. Lo sapeva, perché ha cresciuto sua figlia Keira fra un palcoscenico, un set, un tour teatrale. Spettacoli, letture, prove da baby attrice fra le mura di casa, mamma Sharman, papà Will (attore pure lui) e il fratello Caleb a fare da spettatori.
Keira era precoce, la mamma determinata. Sapeva che crescere una star è una missione: lavoro di precisione, non caso. Le celebrità non nascono solo sulle strade: si creano in fabbrica, si plasmano, si allenano fino al risultato. Ex attrice e poi sceneggiatrice, Sharman Macdonald non ha avuto dubbi nel disegnare il futuro della figlia. È vero, non si era accorta che Keira, come il fratello, era dislessica. L’ha raccontato all’Independent: «Mi sono sentita così in colpa. È stata la nonna ad accorgersene». Allora la futura stella ha solo sei anni, ma già firma il contratto con un agente. Lo chiedeva già da tre anni, precoce anche nel capire come gira il sistema. Keira «recitava leggendo» e aveva «un’ottima memoria». Amava le storie, così le hanno regalato decine di audiolibri: la giovane attrice passava ore ad ascoltare cassette.

Poi la mamma l’ha portata a respirare l’aria giusta: fin dai fatidici tre anni la piccola Keira ha assistito a spettacoli teatrali, balletti e musical.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=304918

Pubblicato in: on Novembre 10, 2008 at 8:31 pm Lascia un Commento
Tags: , , , , , , ,

Dal 25 ottobre in edicola la nuova «mini» Unità – l’Unitàonline

Guardatela bene. Leggete e scoprirete una nuova veste per una storica identità: perché la veste è mini, come la gonna ritratta sul manifesto che annuncia il lancio in edicola, il 25 ottobre, de la nuova Unità. Ma la vocazione è quella che l’ha resa una testata che ha fatto la storia del giornalismo italiano. La vocazione di essere forte, impegnata, rivoluzionaria. E ancora di più: libera, bella, indipendente, coraggiosa, sorprendente, generosa, essenziale, indomabile. L’elenco di aggettivi, impressi sull’immagine scattata da Oliviero Toscani per la campagna pubblicitaria, dà l’idea di come sarà e di come vuole essere l’Unità. «Un giornale che vuole avere l’ambizione di parlare a tutti. Vogliamo parlare ai giovani, ma soprattutto alle persone normali, semplici, quelle che mandano avanti il Paese e che non hanno voce né sui quotidiani né in televisione», dice il direttore Concita De Gregorio, durante la presentazione in una sala gremita di giornalisti, a Villa Medici.«Sarà grande esattamente la metà di prima – ha spiegato il nuovo direttore dell’Unità – Cambierà ogni giorno con l’obiettivo di mantenere intatta la sua identità ma riuscendo a parlare a più persone possibile. Ci sarà un grande lavoro da fare: i giornali devono cambiare, come è cambiato il Paese, restando però la voce, ragionata, del pensiero». Perché il giornale non è una lampada, o una statua, qualcosa di statico, ma «una cosa viva, che cambia ogni giorno», osserva De Gregorio.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80198

Pubblicato in: on Ottobre 25, 2008 at 9:29 pm Lascia un Commento
Tags: , , , , , ,

Quando la discussione diventa solo pettegolezzo

Caro Direttore, ha suscitato in me motivi di riflessione l’articolo comparso su «il Giornale», pagina di Genova, da titolo «Dagli all’untore» con occhiello «Il futuro del centrodestra».Innanzitutto, mi è sembrato di cogliere una certa amarezza da parte del caporedattore del nostro «Giornale», per il comportamento posto in essere da alcuni esponenti del centrodestra. Con riferimento agli interventi fuori luogo su giornali di stampa avversa ovvero a velenose polemiche all’interno dei partiti della coalizione. Sentimento di amarezza indubbiamente giustificato in un giornalista che ha perseguito la più ampia politica del dialogo e del confronto dando spazio a tutte le voci, anche se polemiche e faziose.L’articolo, con sobrietà e garbo, censura la discussione politica impropriamente trasferita sui mass media (…)

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=291461

Pubblicato in: on Settembre 18, 2008 at 6:36 pm Lascia un Commento
Tags: , , , ,

Case di cura contro Marrazzo: «Piano di rientro che ci affossa»

Erano 130 le case di cura (ovvero tutte quelle accreditate nel Lazio, per un totale di circa 20mila lavoratori) presenti all’Assemblea regionale convocata dall’Associazione imprenditori ospedalità privata del Lazio per dire «no» al piano di rientro del deficit sanitario attuato dal commissario ad acta Marrazzo.Una riunione oceanica alla presenza del senatore Cesare Cursi, Presidente dell’Osservatorio Sanità e Salute e del senatore Lucio D’Ubaldo, Presidente dell’Agenzia di Sanità Pubblica del Lazio. Il braccio di ferro dunque tra Regione e Aiop prosegue all’indomani dei decreti per il taglio della spesa sanitaria. Provvedimenti che prevedono la soppressione di 22 cliniche private, una perdita di oltre 1140 posti letto, oltre alla chiusura del Forlanini, del Nuovo Regina Margherita e del S. Giacomo.Tagli che «comporteranno il licenziamento di 3 mila dipendenti – dichiara Mauro Casanatta, presidente Aiop del Lazio – e che non risolvono il problema della sanità laziale. Perché le prestazioni, oggi erogate dalle strutture private, andranno a ricadere sugli ospedali». Prestazioni altamente specialistiche. Emblematico il caso della casa di cura Ncl, 50 posti letto, che offre solo interventi di neurochirurgia. Oppure, i casi della «Santa Famiglia» e della «Fabia Mater», due strutture che insieme garantiscono 3300 parti l’anno. Lacune che solo in minima parte potranno essere colmate da strutture alternative.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=291435

Pubblicato in: on at 6:23 pm Lascia un Commento
Tags: , , , , , , ,