Facendo zapping in Tv mi è apparso il faccione triste di Saviano che perorava il miracolo di una denuncia di massa della popolazione del rione Sanità di Napoli, in merito alla identità del killer di un noto camorrista, nel quadro della lotta e dei regolamenti di conti fra malavitosi.
Saviano, il cui libro ha sortito un effetto zero sul territorio di cui ha descritto le dinamiche malavitose, ha il plauso di tutti, proprio perché alle denunce non segue nessuna strategia credibile che possa incidere su un fenomeno che è incernierato ad una economia illegale, senza controllo, con complicità nella borghesia, nella politica, nelle forze dell’ordine, nella Chiesa, in un intreccio inestricabile che è prima economico e poi culturale, e alla fine senso comune.
Parlare di denunce dei cittadini, è un segno di un intellettuale dilettante e fanciullesco, in una realtà come quella italiana in cui perfino lo Stato ha dovuto cedere e fare patti con la mafia per far cessare gli attentati, in una realtà in cui imprenditori e commercianti pagano regolarmente il pizzo, dove persino Berlusconi (come ci ricorda Travaglio), proprietario della Standa di Catania ha dovuto pagare 180 milioni di lire per far cessare i danneggiamenti mafiosi agli impianti (nel 1990).
Il ciclo di produzione deve comprendere l’eliminazione dei residui di lavorazione all’interno delle aziende e laddove ciò non è possibile per la natura dei rifiuti, deve essere un organo dello Stato a controllare e certificare lo smaltimento nelle apposite strutture, secondo regole rigide e pene pesanti nei confronti di chiunque, industriale o addetto ai controlli, non segue le regole
Fonte:
http://bellaciao.org/it/spip.php?article25203