D’Alema: «La mia nomina? Questione europea non partita tra me e il …

Mi sembra che non si è capita una cosa importantissima e cioè che la nomina di D’Alema non è del governo italiano, ma è una candidatura del Partito Socialista Europeo.

Ma è proprio questa la democrazia che vogliamo vedere all’opera: un’Europa che sappia, finalmente, parlare con una voce sola, per tornare a contare in questo mondo sconvolto perfino nel clima, e una politica nazionale in cui, sia pure senza ‘inciuci’, inizi finalmente la stagione del rispettoso, scambievole riconoscimento e della sicura, reciproca legittimazione, in una dialettica politica anche serrata e senza sconti, ma giammai dimentica della responsabilità anche pedagogica nei confronti della popolazione, che deve sempre poter guardare ai suoi rappresentanti come a modelli di educazione, diplomazia e intelligenza.

La cosa stupefacente di questo nostro Paese è che, qualunque cosa venga proposta, provoca una marea di distinguo, di se e di ma, di esami dietrologici, a volte basati sul fumo della pipa, o su questioni di lana caprina.

Insomma, dico, se dal PSE si fa una rosa di nomi e in questa rosa viene inserito un italiano, D’Alema, già ministro degli esteri italiano, che ha svolto bene il proprio compito, che motivo c’è di sorridere o di fare dietrologia ironica’

Fonte:
http://www.corriere.it/politica/09_ottobre_31/dalema-candidatura-ministro-ue_0352f0ca-c611-11de-a5d7-00144f02aabc.shtml

Pubblicato in: on Novembre 11, 2009 at 11:40 am Lascia un Commento
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Il bluff dei mercati contadini: costano più dei supermercati

Milano – Che strano. Proprio alla Coldiretti, alla gloriosa Federazione dei Coltivatori Diretti, non sanno che «contadino, scarpe grosse e cervello fino». Una lacuna costata cara perché il primo «Farmers market» metropolitano, annunciato in pompa magna assicurando che causa «filiera corta» – ovvero pochi o nessun intermediario commerciale tra il campo e il banco di vendita – lì si risparmiava, s’è rivelato una bufala. Gli avventori vi hanno trovato, infatti, merce così così a prezzi decisamente superiori a quelli praticati nei supermercati. E questo perché il contadino (farmer, per la Coldiretti) mica è fesso: se con «filiera lunga» vendeva al grossista a 100 ciò che al consumatore costava poi 500, con «filiera corta» ha pensato fosse giusto e, perché no, conveniente, vendere direttamente a 500. Anzi, visto che c’era, a 590. In quanto alla qualità, bè, siccome il luogo comune vuole che tutto ciò che è «naturale» sia anche bacato, ammaccato, rachitico, sbocconcellato dagli insetti e pullulante di bruchi, i cervelli fini si sono adeguati: vendendo i prodotti in buone condizioni al grossista e gli scarti ai clienti del «Farmers Market».

Se la gentile clientela del «Farmers Market» fosse stata quella devota ai lardi di Colonnata dello Slow Food, quella che se non è bio meglio morire di fame, quella che delira per i prodotti «equi e solidali» e che s’appresta a vivere con l’intensità dovuta l’annuale kermesse di Terra Madre, i contadini (e la Coldiretti) l’avrebbero fatta franca.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=291331

Pubblicato in: on Settembre 18, 2008 at 8:15 pm Lascia un Commento
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Investimenti e 100 assunzioni nel Sub-Sahara

Centoventi milioni di dollari da investire nell’Africa sub-sahariana e assunzione per cento giovani laureati delle università africane. È quanto Ibm intende fare per accelerare lo sviluppo di nuovi mercati, approfondire competenze professionali legate all’Information technology (It) e creare nuovi posti di lavoro. Il mercato del Sub-Sahara fa registrare crescite esponenziali grazie all’espansione delle reti di telecomunicazione, dell’energia e dei trasporti. Le nuove assunzioni rispondono all’incremento della domanda di servizi per l’It e di software.La decisione di Ibm è rafforzata dai risultati emersi nel corso dei 150 incontri organizzati su questi temi, nell’ambito dell’annuale Global Innovation Outlook di Ibm (Gio 3.0, www.ibm.com/gio), meeting periodici che coinvolgono i protagonisti dell’economia, del mondo accademico e delle istituzioni di tutto il mondo. L’edizione 3.0 ha contato 265 membri appartenenti a 225 organizzazioni di 35 Paesi.Ibm si impegna a creare in Sud Africa, entro la fine di quest’anno, un centro per l’innovazione per ospitare il più importante laboratorio continentale di soluzioni On demand High Performance, a cui avranno accesso piccole aziende, imprenditori, business partner e i clienti che necessitano di automazione e virtualizzazione delle loro infrastrutture It.Il laboratorio entrerà a far parte di una rete mondiale composta da sette strutture Ibm analoghe sparse nel mondo.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=285627

Pubblicato in: on Agosto 25, 2008 at 10:43 am Lascia un Commento
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Sofia Loren madrina alla Festa di Piedigrotta

Sofia Loren sarà la madrina della «Festa di Piedigrotta» in programma a Napoli dal 4 al 14 settembre. Lo ha annunciato Nino D’Angelo, direttore artistico della kermesse. «Appena mi hanno proposto di occuparmi della parte artistica della manifestazione ho pensato a lei e subito ha accettato con entusiasmo di venire» ha spiegato Nino D’angelo, in questi giorni impegnato nel concorso per la selezione delle canzoni in gara. «D’altra parte, non poteva che essere Sofia Loren la madrina della mia Piedigrotta – ha aggiunto D’Angelo – perché lei rappresenta l’italianità, ma soprattutto la napoletanità, nel mondo. Da tempo Sofia non si concedeva un incontro così popolar con la sua gente ed è stata felicissima di accettare la proposta di Piedigrotta anche per questo motivo. È il nome giusto anche per far tornare i turisti a Napoli in occasione della festa più importante della città».

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=282289

Pubblicato in: on Agosto 11, 2008 at 2:53 am Lascia un Commento
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«L’Opera? Se non possiamo permettercela meglio chiudere»

Vice presidente del consiglio comunale, ex sottosegretario, già noto a molti come il «Deputato genova». Ma soprattutto uomo venuto dal mondo dell’impresa. E sempre pronto a guardare alla sostanza, senza preoccuparsi di dire cose scomode. Alberto Gagliardi, qualche mese fa, aveva attaccato duramente il Sovrintendente del Carlo Felice, insieme a Nicolò Scialfa, collega vicepresidente a Tursi, pur se da banchi diametralmente opposti dal punto di vista politico. Ora Gennaro Di benedetto non c’è più, ma il Carlo Felice sta anche peggio.Gagliardi cosa succede?«Succede che siamo di fronte al solito déjà vu. Ci portiamo dietro problemi per 25-30 anni, solo che ora i soldi non ci sono più».Veramente arrivano i milioni mai usati per le Colombiane.«Già la ricostruzione del Carlo Felice era stata pagata con i fondi dei danni di guerra. Ora la nuova invenzione. Chi salva il Carlo Felice è un uomo che si chiama Cristoforo Colombo e che oltre a scoprire l’America deve mettere una pezza anche qui».Non va bene?«No, perché già quando ricostruivano questo Teatro, lo vedevo crescere elefantiaco. Immaginavo i problemi a tenerlo in efficienza anche senza usarlo, figurarsi a farlo funzionare».E qual era la risposta?«La solita, a Genova, l’importante è farlo, poi qualcuno ci penserà»Ora non ci pensa più nessuno?«Non ci sono più neppure le aziende simbolo della città, le passate amministrazioni le hanno fatte scappare tutte.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=280270

Pubblicato in: on Agosto 1, 2008 at 11:41 am Lascia un Commento
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