Venticinquenne, subiva una folgorazione. Un colpo di testa per un genere musicale non poi così in voga all’epoca, la fine anni ’60. Decideva infatti di dedicarsi anima e corpo alla musica fiorita in Europa fra il Sei e il Settecento. Nell’avventura coinvolgeva pure un manipolo di colleghi creando un complesso che da allora è diventato sinonimo di musica barocca d’autore. Stiamo parlando di Ton Koopman e dell’Amsterdam Baroque Orchestra, interpreti prescelti dalla Società del Quartetto per avviare la stagione 2008-9: oggi (ore 20.30), in Conservatorio. In programma, la Messa in si minore di Johann Sebastian Bach, partitura che assieme alle Passioni spicca fra i testi sacri più celebri di Bach. Un autore che il Quartetto esplorerà nel corso dell’anno attraverso i grandi affreschi (Oratori) e piccoli quadri (Sonate). Olandese, ha compiuto 64 anni domenica scorsa, Koopman ha un’attività frenetica, con performance praticamente quotidiane. Inoltre, non gli sfugge una cellula bachiana: ha realizzato l’integrale delle Cantate sacre e profane, più una collana di documentari. Una devozione che Lipsia, la città di riferimento di Bach, ha premiato con un riconoscimento riservato a pochi eletti.
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