«Rubinho mi assomiglia ma è il più bravo di tutti»

Simone Braglia, lo ricordate? Portiere amato dai tifosi genoani per serietà e professionalità. È venuto a dare uno sguardo al «suo» Genoa («Sempre mio, certo…») insieme ad uno dei suoi bimbetti, Carlo, avvolto da scarpe e sciarpe rossoblù.Che te ne sembra di questo Genoa?«L’ho visto, appunto, col Milan, grande davvero. Ma attenzione, non bisogna illudersi. Il Milan… camminava».Ma il grifo è da quartieri alti o no?«Visto col Milan è da quartieri altissimi, ma di certo il campionato è lungo. Credo ci siano le basi per un bel gioco che può esprimere tutta la squadra».Parliamo di portieri, Simone. Come ti sembra Rubinho?«Mi assomiglia. Dico fisicamente, quando lo vedo in fotografia sembro io, stessa stazza fisica».E come stile?«No, lui è tutto diverso. Davvero un bel portiere, che sta maturando di anno in anno. È il portiere che oggi manca in Italia».Cioè?«Cioè non commette mai grossi errori. Ha una continuità importantissima. Certo, un errore può succedere a tutti, ma lui ti da sicurezza. Costante, ecco».Fra i portieri italiani?«Ti ripeto, dopo Gigi Buffon io non lo cambierei con nessun altro».Era più facile ai tuoi tempi parare o le difficoltà oggi sono aumentate per i numeri uno?«Difficoltà ve ne sono sempre. Oggi però il gioco è più veloce, gli attaccanti sono più furbi. Insomma: non è facile giocare in porta».

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Pubblicato in:  on Settembre 18, 2008 at 5:14 pm Lascia un Commento
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«Arresti domiciliari nei campi nomadi? Un aiuto al racket»

L’altro giorno un bambino di appena cinque anni costretto a mendicare in corso Vittorio Emanuele dal padre, un romeno vecchia conoscenza delle forze dell’ordine bloccato e denunciato da una «volante» della polizia. Ieri l’arresto di un quattordicenne rom del campo nomadi di Triboniano che con un complice aveva appena tentato di scippare una donna in corso Buenos Aires. Non era la prima volta che veniva controllato o arrestato per reati contro il patrimonio. E alle forze dell’ordine aveva già declinato almeno altre due false generalità.Patti di legalità e strutture messe in piedi a spese del Comune non sembrano essere sufficienti per garantire l’integrazione. «È difficile educare dei ragazzi, convincere le famiglie a mandarli a scuola e a non rubare quando i campi nomadi diventano luoghi che danno ospitalità a gente agli arresti domiciliari» spiega il vicesindaco Riccardo De Corato di fronte all’ennesimo episodio. «Chiederò che il ragazzo e chi lo ospita vengano espulsi dal campo – aggiunge – Chi sbaglia paga, è naturale. Già una ventina di famiglie hanno dovuto abbandonare l’area perché non hanno rispettato gli accordi. E un’altra trentina potrebbero essere allontanate per gli stessi motivi». Ma il problema è più vasto. «Nei quattro campi di Triboniano e Barzaghi – spiega De Corato – vivono circa cinquecento persone che devono rispettare un patto di socialità e legalità.

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Pubblicato in:  on Agosto 22, 2008 at 7:11 pm Lascia un Commento
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Il resto del Carlino si chiama America

L’estate scorsa, con il travolgente successo della Storia controversa dell’inarrestabile fortuna del vino Aglianico nel mondo, Gaetano Cappelli confermò di essere uno degli autori più amati. Posizione di privilegio conquistata peraltro già alcuni anni fa, per la precisione nel 2000, quando uscì da Mondadori Parenti lontani, la sua opera più ambiziosa e complessa. Il volume, a lungo introvabile, viene ora riproposto da Marsilio (pagg. 416, euro 9,90). Parenti lontani è l’epopea del piccolo Carlino di Lontrone, eroe à la Fielding cresciuto tra la diffidenza della terribile Nonnilde e gli sguardi ironici di venti-cugine-venti che sposandosi l’una dopo l’altra lo costringeranno a consolarsi in quell’America che occhieggia dalla copertina.

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Pubblicato in:  on Luglio 13, 2008 at 6:34 pm Lascia un Commento