Simone Braglia, lo ricordate? Portiere amato dai tifosi genoani per serietà e professionalità. È venuto a dare uno sguardo al «suo» Genoa («Sempre mio, certo…») insieme ad uno dei suoi bimbetti, Carlo, avvolto da scarpe e sciarpe rossoblù.Che te ne sembra di questo Genoa?«L’ho visto, appunto, col Milan, grande davvero. Ma attenzione, non bisogna illudersi. Il Milan… camminava».Ma il grifo è da quartieri alti o no?«Visto col Milan è da quartieri altissimi, ma di certo il campionato è lungo. Credo ci siano le basi per un bel gioco che può esprimere tutta la squadra».Parliamo di portieri, Simone. Come ti sembra Rubinho?«Mi assomiglia. Dico fisicamente, quando lo vedo in fotografia sembro io, stessa stazza fisica».E come stile?«No, lui è tutto diverso. Davvero un bel portiere, che sta maturando di anno in anno. È il portiere che oggi manca in Italia».Cioè?«Cioè non commette mai grossi errori. Ha una continuità importantissima. Certo, un errore può succedere a tutti, ma lui ti da sicurezza. Costante, ecco».Fra i portieri italiani?«Ti ripeto, dopo Gigi Buffon io non lo cambierei con nessun altro».Era più facile ai tuoi tempi parare o le difficoltà oggi sono aumentate per i numeri uno?«Difficoltà ve ne sono sempre. Oggi però il gioco è più veloce, gli attaccanti sono più furbi. Insomma: non è facile giocare in porta».
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